Tema XVII edizione

 

Il Terzo settore in transito.

Normatività sociale ed economie coesive

 

Non è possibile rigenerare i luoghi laddove non c’è comunità. La crisi dell’ultimo decennio ha indebolito – e in taluni casi distrutto – la comunità. Questa conseguenza perversa della crisi è quella che ha ricevuto, finora, le più scarse attenzioni. Eppure noi aneliamo alla felicità in “forma civile”, cioè in una dimensione relazionale. È per questo che abbiamo bisogni di luoghi: gli spazi, per quanto comodi ed efficienti, non sono sufficienti. L’odierna urbanizzazione segna il trionfo dell’urbano, cioè degli spazi, non del civile, cioè dei luoghi.

La strategia di lungo termine da perseguire è allora quella di dar vita a pratiche di organizzazione della comunità, come modello in grado di consentire alle persone di contribuire al processo di inclusione sia sociale che economica attraverso una strategia in grado di porre in pratica il principio di sussidiarietà circolare, articolando in modo nuovo la relazione tra mercato, stato e comunità.

Per una costituzionalizzazione civile – né stato-centrica, né mercantile – del Terzo settore è, inoltre, necessario tenere concettualmente distinte le nozioni di fine, missione, identità di un’organizzazione. Il fine (telos) di un’organizzazione è la sua ragion d’essere, la ragione per la quale essa svolge la sua attività. La missione dice, invece, del modo in cui il fine viene raggiunto, mentre l’identità ha a che vedere con le regole che governano la vita interna dell’organizzazione che, da un lato, devono assicurare la visibilità della missione e, dall’altro, devono rendere efficace il perseguimento del fine.

Se si vuole che il Terzo settore giunga a connotarsi come social policy dotata di specificità diversa da quella delle istituzioni dello Stato e delle organizzazioni del mercato occorre assicurare la congruenza piena tra fine, missione e identità.

È questo l’obiettivo della XVII Edizione de “Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile”.

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