Valutare l’impatto sociale

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  • 10 Ottobre 2015
  • di Rossella De Nunzio

Presentato alle Giornate di Bertinoro il contributo “Valutare l’impatto sociale. La questione della misurazione nelle imprese sociali” a cura di Paolo Venturi e Sara Rago di AICCON con la supervisione scientifica di Stefano Zamagni.

La necessità di soffermarsi sul tema dell’impatto sociale generato dalle imprese sociali nasce dalla fase di passaggio che il Terzo settore italiano sta attraversando e che si lega inevitabilmente alla transizione da welfare state a welfare society (o “civile”), due modelli di welfare che si basano su altrettanti principi: quello redistributivo, il primo, quello di sussidiarietà, il secondo.

Anche il Terzo settore – in quanto parte fondamentale del rinnovato modello di welfare – subisce una metamorfosi, passando dall’essere redistributivo a produttivo. Nell’ultimo ventennio, infatti, ha preso avvio un mutamento in tal senso che incide sia sulle fonti delle risorse per il Terzo settore (sempre più orientato al mercato e con crescenti rapporti con gli istituti di credito), sia sulla conseguente necessità di implementare metodologie e strumenti per la valutazione dell’impatto sociale del loro operato sulle comunità di riferimento, superando le difficoltà tipiche di questi soggetti nell’individuare risorse umane ed economiche da dedicare a tal fine. “Valutare” significa “dare valore” e non meramente misurare e giudicare. Se nella logica precedente era sufficiente controllare la trasparenza e rendicontare attraverso opportuni documenti, oggi è il Terzo settore stesso a dovere individuare una metrica sufficientemente precisa e saggia tale da garantire il rispetto dell’identità dell’impresa sociale (come risulta anche dall’indagine conoscitiva delle GdB 2015).

La questione della valutazione dell’impatto sociale, oltre a legarsi alla necessità di trovare una risposta italiana all’orientamento in materia dettato a livello europeo (CESE, 2013), assume oggi sempre più rilevanza a livello nazionale anche alla luce dei contenuti della Riforma del Terzo settore italiano – il cui iter è attualmente in corso – in cui il concetto di impatto sociale viene legato al tema delle modalità di affidamento dei servizi sociali ai soggetti del Terzo settore (art. 4, comma 1, lettera m). Altresì il tema dell’impatto sociale è collegato alle funzioni di vigilanza, monitoraggio e controllo che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sarà titolato a svolgere secondo le previsioni contenute nel Disegno di Legge (art. 7, comma 3). Al contempo, anche i benefici in termini di misure fiscali e di sostegno economico agli enti non commerciali contenuti nella Delega per la Riforma del Terzo settore saranno ponderati rispetto all’evidenza in termini di impatto sociale delle attività svolte (art. 9, comma 1, lettera a). Infine, la stessa definizione della qualifica di impresa sociale, riformulata all’interno del Disegno di Legge, si lega alla produzione di impatti sociali positivi conseguiti attraverso la produzione o lo scambio di beni e servizi di utilità sociale.

Il documento curato da Paolo Venturi e Sara Rago di AICCON, oltre a contenere un’analisi della letteratura sul tema e una rassegna degli strumenti di misurazione dell’impatto generato più diffusi a livello internazionale e nazionale, propone un modello di misurazione dell’impatto sociale che si sviluppa in 4 fasi, di cui la prima di “pianificazione degli obiettivi attraverso il coinvolgimento degli stakeholder” volta a mettere in atto il principio di democraticità. Il processo prosegue con l’“analisi delle attività”, attraverso l’individuazione e la verifica di disponibilità delle fonti di dati, sia qualitativi che quantitativi, in grado di portare successivamente alla “misurazione dell’impatto”, attraverso la scelta della metodologia e dello strumento più appropriato rispetto agli obiettivi prefissati e al conseguente avvio del processo di misurazione. L’ultima fase del modello riguarda la “valutazione”, ovvero l’attribuzione di significato ai risultati conseguiti dal processo di misurazione, riconnettendo gli esiti quali-quantitativi del processo di misurazione all’interno di un paradigma che permetta di comprendere, attraverso la sua contestualizzazione all’interno di un modello interpretativo, il contributo specifico ossia il valore aggiunto sociale delle imprese oggetto di analisi. Gli esiti della fase di “valutazione” e della conseguente comprensione del cambiamento apportato dall’impresa sociale osservata saranno successivamente la base informativa per la riformulazione di strategie e conseguenti obiettivi che l’organizzazione si porrà per lo sviluppo futuro, al fine di rispondere sempre più puntualmente ai bisogni insoddisfatti della propria comunità di riferimento.

Sette le dimensioni imprescindibili per osservare, misurare e valutare il valore aggiunto e l’impatto generato dalle imprese sociali: sostenibilità economica, democrazia e inclusività della governance, partecipazione dei lavoratori, resilienza occupazionale, relazioni con la comunità e il territorio, conseguenze sulle politiche pubbliche e promozione dell’imprenditorialità.

A partire dalle dimensioni appena elencate, il documento illustra una griglia di valutazione in cui sono stati individuati gli ambiti specifici (sotto-dimensioni) e relativi aspetti ed informazioni puntuali (indicatori) in grado di cogliere i singoli elementi che contribuiscono a generare il valore aggiunto sociale delle imprese sociali e a dare così evidenza dell’impatto da queste generato. Al fine di procedere con la misurazione e la successiva valutazione dell’impatto generato dalle imprese sociali, in fase di applicazione della griglia rispetto ai diversi ambiti di attività piuttosto che a differenti tipologie giuridiche (nel rispetto della biodiversità che contraddistingue il Terzo settore), andrà attribuito un peso percentuale a ciascuna sotto-dimensione, in modo tale da avere una ponderazione del punteggio ottenuto dai singoli indicatori rispetto alle specificità delle organizzazioni oggetto del processo di misurazione e valutazione.

Scarica le presentazioni delle GdB 2015

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