Gagliardi (Unioncamere) : Imprese sociali a quota 13mila

martedì 25 ottobre 2011

Bertinoro, 14 ottobre 2011 – Un’Italia che continua a muoversi a due velocità, tirata dalla spinta dell’export ma frenata dalla stagnazione dei consumi interni. Uno scenario in cui si rischiano strappi profondi in un tessuto sociale già provato dalla crisi di questi anni. L’economia sociale ha le carte in regola per contribuire a dare risposte concrete alla crescente “questione sociale” – che oggi è ancora e soprattutto “meridionale” - a patto di immettere “dosi” maggiori di imprenditorialità con cui andare alla ricerca di nuovi spazi di mercato. Questo il senso dell’intervento del Segretario Generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi, in apertura dell’XI edizione delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile, promossa da AICCON - l’Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit.

“La crisi economica – ha detto Gagliardi - sta colpendo e trasformando profondamente le società dei Paesi occidentali e pone l’impresa sociale davanti a sfide inedite, sfide manageriali e, probabilmente, sfide di diversificazione. Si aprono nuovi spazi per operare non solo nell’assistenza e nei servizi alla persona, ma anche nella cultura, nel turismo, nella promozione del territorio. Per affrontare queste sfide è necessario un supplemento di “imprenditorialità”, indispensabile per collocarsi in uno scenario nuovo, in cui necessariamente si dovrà fare meno affidamento sulla dipendenza dal settore pubblico, le cui risorse saranno sempre più ridotte, mentre crescerà la domanda di servizi e beni a forte contenuto sociale e civile”.
L’impresa sociale – ha concluso il Segretario Generale di Unioncamere - può dare un contributo strategico di grande rilievo per riorientare la crescita verso un nuovo modello di sviluppo, più sostenibile ed equo, che metta al centro il lavoro e la persona umana. Unioncamere guarda da tempo alla realtà dell’impresa sociale come ad un asset fondamentale per costruire questo modello e sta lavorando al fianco delle Camere di commercio per animare gli osservatori sull’economia civile costituiti in questi anni sui territori”.
 
Il ruolo delle imprese sociali nel tessuto produttivo Italiano
Le imprese sociali costituiscono un segmento del tessuto produttivo nazionale in continua crescita negli ultimi anni. In termini quantitativi, il numero di soggetti operanti in questo segmento ha superato le 13mila unità, che danno lavoro a quasi 400mila dipendenti (il 3,3% del totale dei dipendenti dell’economia privata extra-agricola). La quasi totalità di queste imprese opera nella forma giuridica di cooperativa sociale, una realtà che alla fine di settembre di quest’anno contava uno stock di 11.808 imprese iscritte al Registro imprese, in lievissima flessione rispetto allo stesso dato del 2010, dopo anni di crescita sostenuta.
Negli ultimi sei anni le cooperative sociali sono cresciute del 57,7% passando dalle 7.489 unità rilevate al 30 settembre 2005, alle 11.808 risultanti dai registri camerali alla stessa data di quest’anno. In media, l’incremento dello stock nel periodo ha sfiorato il ritmo del 10% l’anno (9,8 il dato esatto). Ma se si osserva l’andamento della serie si noterà come l’esplosione della crisi del 2008 abbia bruscamente rallentato un processo di espansione ben superiore alle due cifre percentuali l’anno, riportandone la dinamica sui valori di crescita dell’universo di tutte le imprese italiane.
 
Performance economiche e innovazione
Il perdurare della crisi e gli effetti combinati delle politiche pubbliche di risposta basate sul contenimento della spesa pubblica, hanno inevitabilmente avuto un impatto negativo sulla capacità delle imprese sociali di creare valore, sviluppare innovazione e sostenere l’occupazione. Guardando ai risultati economici, nel 2010 le imprese sociali che hanno dichiarato un aumento annuale del fatturato sono state molto meno rispetto a quanto segnalato l’anno precedente (33% contro 49%), con una concentrazione maggiore nelle regioni meridionali. Le difficoltà economiche delle imprese sociali si riflettono anche sulla stessa capacità innovativa: nel 2010, le imprese che hanno realizzato innovazioni di prodotto o servizio sono risultate appena la metà rispetto all’anno precedente (in media il 12% contro il 23% del 2009), con le regioni meridionali ferme ad un poco esaltante 9,4%.
 
Il contributo dell’Impresa sociale all’occupazione nel 2011
Il rallentamento dell’espansione del settore no-profit, non poteva non riflettersi anche sul fronte dell’occupazione. Pur continuando a creare nuovi posti di lavoro in controtendenza rispetto al complesso dell’economia (2.610 il saldo positivo tra entrate e uscite nel 2011), secondo il Sistema Informativo Excelsior il fabbisogno occupazionale delle imprese sociali quest’anno è risultato inferiore di quasi 1 punto percentuale rispetto al 2010 (40.870 le assunzioni non stagionali previste nell’anno in corso, contro le 41.200 dell’anno passato). In termini relativi, fatta eccezione per il disastroso 2009, il pur positivo +0,7% di quest’anno rappresenta il risultato meno brillante della recente storia: dal +1,0 del 2010 al +1,9% del 2008, passando per il +1,5% del 2007.
In termini assoluti, il settore che da solo determina l’intera crescita occupazionale del 2011 è quello della Sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati (+3.130 unità), dove peraltro si concentra poco più dei due terzi dei dipendenti del settore. Da solo, il saldo della sanità supera il saldo complessivo del 2011, arrivando a compensare le perdite fatte registrare nei Servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (-440 unità) e nell’ Istruzione e servizi formativi privati (-430). Resta da segnalare come, pur se quantitativamente ancora molto limitato (solo 170 unità in più), il saldo occupazionale dell’industria (+1,1%) sia superiore in termini relativi alla media nazionale.
 

>> ... vai all'Archivio notizie ...>>

http://www.creditocooperativo.ithttp://www.fondazionecariforli.itwww.coopfond.ithttp://www.forumterzosettore.it

PARTNER



FOTO GALLERY


aiccon-logoSESSIONE DI CHIUSURASESSIONE DI CHIUSURASESSIONE DI CHIUSURASESSIONE DI CHIUSURASESSIONE DI CHIUSURASESSIONE DI CHIUSURASESSIONE DI CHIUSURASESSIONE DI CHIUSURA

VIDEO GALLERY


P.le Vittoria, 15 Forlì Tel.: 0543/62327 Fax 0543/374676 - E-mail: ecofo.aiccon@unibo.it