Il Concept Note delle #gdb2017

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  • 26 settembre 2017
  • di Rossella De Nunzio

La crisi dell’ultimo decennio ha indebolito – e in taluni casi distrutto – la comunità. Questa conseguenza perversa della crisi è quella che ha ricevuto, finora, le più scarse attenzioni. Eppure noi aneliamo alla felicità in “forma civile”, cioè in una dimensione relazionale.
Non è possibile rigenerare i luoghi laddove non c’è comunità. È per questo che abbiamo bisogno di luoghi: gli spazi, per quanto comodi ed efficienti, non sono sufficienti. L’odierna urbanizzazione segna il trionfo dell’urbano, cioè degli spazi, non del civile, cioè dei luoghi.

La strategia di lungo termine da perseguire è allora quella di dar vita a pratiche di organizzazione della comunità, come modello in grado di consentire alle persone di contribuire al processo di inclusione sia sociale che economica attraverso una strategia in grado di porre in pratica il principio di sussidiarietà circolare, articolando in modo nuovo la relazione tra mercato, stato e comunità.

Per una costituzionalizzazione civile – né statocentrica, né mercantile – del Terzo settore è, inoltre, necessario tenere concettualmente distinte le nozioni di fine, missione, identità di un’organizzazione. Il fine (telos) di un’organizzazione è la sua ragion d’essere, la ragione per la quale essa svolge la sua attività. La missione dice, invece, del modo in cui il fine viene raggiunto, mentre l’identità ha a che vedere con le regole che governano la vita interna dell’organizzazione che, da un lato, devono assicurare la visibilità della missione e, dall’altro, devono rendere efficace il perseguimento del fine.

Se si vuole che il Terzo settore giunga a connotarsi come social policy dotata di specificità diversa da quella delle istituzioni dello Stato e delle organizzazioni del mercato occorre assicurare la congruenza piena tra fine, missione e identità.
È questo l’obiettivo della XVII Edizione de “Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile”.

 

La normatività sociale è elemento fondamentale affinché la normatività legislativa possa realmente trovare la sua applicazione. La qualità della comunità passa dalla qualità delle sue norme sociali.

  • In che modo la normatività legislativa permette una promozione dei soggetti del Terzo settore? E qual è il contributo che i soggetti del Terzo settore possono dare nella costruzione di nuove norme sociali?
  • Quali sono gli ambiti delle nostre società ed economia (es. lavoro) in cui il contributo del Terzo settore è maggiormente rilevante?

La riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale ha introdotto importanti novità volte a sostenere in diversi modi (nuovi modelli organizzativi, nuovi ambiti di attività, previsione di nuove agevolazioni fiscali, apertura a nuovi strumenti di finanziamento, ecc.) lo sviluppo degli ETS.

  • Quali sono le principali innovazioni normative?
  • Quali i rischi e le opportunità che la riforma porta con sé?
  • In che modo la riforma può contribuire alla rigenerazione delle comunità anche attraverso una maggiore partecipazione dei cittadini?

Sviluppare un’economia locale coesiva implica un ripensamento in termini di capacità di lettura e rigenerazione dei luoghi comunitari che passi attraverso nuovi schemi di progettazione e gestione dei servizi.

  • In che modo e con quali caratteristiche è possibile educare ad un’imprenditorialità cooperativa e sociale in grado di contribuire alla costruzione di un’economia locale coesiva?
  • Quali le similitudini e quali le differenze nell’affrontare tali questioni nelle aree interne del paese piuttosto che in contesti urbani?

Ridisegnare la qualità dello sviluppo richiede un cambio di visione e un importante investimento in processi orientati all’impatto, quest’ultimo inteso anche in termini di giustizia sociale.

  • Quali sono le principali caratteristiche dei processi inclusivi, comunitari e collaborativi necessari per sviluppare nuove geografie del valore?
  • In quali ambiti (tecnologie, capitale umano, ecc.) è maggiormente necessario investire per produrre valore aggiunto?

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